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LA MIA ETA': UNA TRISTE REALTA'Fino a qualche tempo fa la mia età era un mistero come quella di topo Gigio, era il quarto segreto di Fatima; finchè qualche simpaticone ha deciso di sbandierarla ai quattro venti. Fatto sta che non riesco ad accettarla e non perchè me ne sento di meno anzi... Forse perchè vorrei sfuggire dalle responsabilità, spassarmela al massimo. Ma poi dentro mi sento vecchia e esigenze da adulta fanno a pugni con la mia irrefrenabile voglia di cazzeggio. D'altronde perché diventare adulta se in mano non hai niente?
Poi però ti accorgi che anche allo specchio qualcosa è cambiato. Nooooooo! La forza di gravità fa impietosamente il suo lavoro, i lineamenti snelli della adolescenza hanno lasciato ormai da tempo lo spazio alle forme della donna matura. Ma io continuo a non accettarlo. Oggi ho comprato dei vestiti (kitsch ovviamente!), torno a casa e li provo. Che orrore! Sembravo una vecchia vestita da Bratz! Avevo comprato delle cose che anche una ragazzina brufolosa di 12 anni avrebbe avuto per pudore qualche perplessità a indossare! Qualcosa sono riuscita a cambiare, ma fatto sta ora sono depressa perchè rimpiango i tempi in cui qualsiasi cosa mettevo mi stava bene. Ormai dovrei saperlo ma ogni volta arriva la botta. Forse è per questo che lo shopping per me è una tortura che cerco di evitare. Già, perchè continuo a entrare nei negozi per adolescenti, a chiedere la taglia che portavo più di 10 anni fa e a rimanerci male se non mi sta bene niente!
8 MARZO: PENSIAMO DONNADopo tanta fatica per i preparativi finalmente si è svolto alla Facoltà di Giurisprudenza il Convegno di AU "8 MARZO: PENSIAMO DONNA. Analisi della donna nella politica, nella società e nel lavoro". Facciamo la cronaca di questa giornata di ordinaria follia alla Sapienza. Alle 8e30 le femministe dei collettivi erano già indaffarate ad attaccare manifesti deliranti a favore dell'aborto. Ma gli hanno detto che in Italia è ancora in vigore la 194 e che nessuno vuole ledere la libertà di scelta della donna? Per non parlare poi dei soliti slogan minaccianti violenza contro fascisti immaginari... Gli hanno spiegato che gli anni 70 sono finiti, per fortuna? E che dire delle solite cazzate scritte sui loro volantini inneggianti a un vetero femminismo basato sulla contrapposizione dei sessi? E quante falsità hanno scritto sul convegno: un medico obiettore che non esisteva, un argomento di cui non si è parlato nel convegno cioè l'aborto, un finanziamento inesistente che la Sapienza ci avrebbe dato... La cosa triste è che un giornale come la Repubblica ha riportato queste cose senza verificarne l'attendibilità. E poi perchè ce l'avevano tanto con il nostro sportello informativo? E' reato distribuire materiale del Ministero della Salute, riguardante il vaccino per il papilloma virus e la contraccezione? Forse per le femministe non è importante la seconda causa di mortalità per tumore delle donne. Forse per loro non è importante la prevenzione contraccettiva tanto c'è l'aborto. La cosa divertente è quando le nostre "amiche" hanno gridato: "Camerata a casa devi tornare/ci sono i piatti da lavare!" e un genio ha risposto: "C'è la lavastoviglie!!!". Un'altra dimostrazione di quanto sono rimaste indietro e di quanto sono anacronistiche. Del resto alla battuta hanno risposto tirando un secchione della spazzatura. E' evidente che il senso dell'umorismo non è il loro forte. Ma parliamo di cose serie, cioè dell'iniziativa. Nonostante il terrore sparso dai contestatori il convegno ha avuto ugualmente luogo ma blindato. Questo perchè le istituzioni universitarie permettono che i violenti, intolleranti e antidemocratici limitino la libertà di pensiero e di parola. Da segnalare che Ritanna Armeni, detta cuor di leone, vedendo la mala parata ha preferito tornarsene a casa. Peccato, ho apprezzato molto i suoi libri pur non condividendone tutto. Comunque erano presenti gli altri relatori provenienti da percorsi politici e ambiti diversi. Sono state affrontate moltissime problematiche della donna di oggi: il precariato nel lavoro, le politiche a sostegno della maternità, la violenza familiare e non, i problemi psicologici (disturbi alimentari, sessuologia ecc..), la legislazione in difesa della donna, la scarsa rappresentanza in politica, i problemi delle donne immigrate in Italia ecc... Problemi che evidentemente non interessavano alle ragazze urlanti fuori dall'aula, a loro interessava solo avere il 3X2 sull'aborto o il fetino d'oro alla quinta IVG. E' un peccato (per loro) che si sono sottratte a un confronto, a un dibattito civile e democratico, magari avrebbero imparato qualcosa. Invece hanno preferito far rotolare giù per le scale il Direttore del Secolo d'Italia. Come diceva il camerata Piero Pelù: "NON E' LA FAME MA E' L'IGNORANZA CHE UCCIDE!" |
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