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Storia di un PuzzleFedeli lettori del mio blog, è tanto che non scrivo anche se molte volte mi sono ripromessa di farlo. Tante cose sono successe in questi mesi e di molte vi avrei voluto parlare, ma quello che è stato è stato. Ricomincio oggi con un racconto ermetico. A molti non piacerà perchè lo troveranno oscuro e noioso ma se anche solo uno di voi lo apprezzerà, ne sarò contenta.
Lei stava nella sua stanza a comporre il Puzzle. Era da molti anni che l'aveva iniziato e ora che aveva in mano l'ultimo pezzo ripensava a quante volte aveva interrotto il suo lavoro distratta da altre cose, a quante volte aveva perso i pezzi e a quanto fosse stato difficile ritrovarli. A volte aveva persino distrutto i pezzi e in seguito a fatica li aveva aggiustati. Questo non era un puzzle qualsiasi, per Lei era il Puzzle che avrebbe cambiato la sua vita, era la sua missione, il suo compito, la cosa Giusta. L'Immagine, che si sarebbe formata, avrebbe ispirato per sempre la sua vita, le avrebbe dato delle responsabilità enormi e avrebbe potuto trovarsi davanti a eventi sconosciuti e inaspettati, forse anche terribili. Lei faceva tutte queste riflessioni ma ormai era decisa a incastrare l'ultimo pezzo del Puzzle, a vedere l'Immagine meravigliosa per intero con la conseguente presa di responsabilità. Era certa che la paura dell'ignoto, non l'avrebbe più fermata e che quello che avrebbe perso era nulla rispetto a quello che avrebbe potuto realizzare. Proprio quando era vicina a posare l'ultimo pezzo, la finestra si spalancò e un vento rumoroso e inquietante entrò nella camera. Che stava succedendo? Tutto si svolse in un tempo infinitamente piccolo: un turbine sparse tutti i pezzi del puzzle, qualcuno volò adirittura fuori dalla finestra e qualcun'altro si ruppe. Lei rimase impietrita, imbambolata. Forse se fosse stata pronta avrebbe potuto posare l'ultimo pezzo e contemplare l'Immagine o forse avrebbe potuto correre a chiudere la finestra. Un millesimo di secondo non fu abbastanza per farla muovere nella direzione giusta e evitare il disastro. Lei rimase attonita, come se non si rendesse conto di quello che era successo. Ad un certo punto sentì delle risate venire da sotto il tavolo. Si mise in ginocchio e vide degli strani folletti che ridevano, brindavano e ballavano. Erano piuttosto bruttini o meglio inquietanti: avevano un sorriso stampato sulla bocca con pochi denti e gli occhi inespressivi. Vedendola si fermarono e le dissero " Che fai lì? Vieni a divertirti con noi!". E Lei: "Non posso, devo cercare di rimettere a posto delle cose importanti". Allora la incalzarono: "Su dai, puoi anche iniziare domani ora vieni da noi!". Lei effettivamente si sentiva molto demoralizzata, quell'imprevisto l'aveva destabilizzata profondamente. "Ma come faccio a venire a far festa con voi? Io sono grande e voi così piccoli...", disse Lei sperando da un lato che i folletti non insistessero e dall'altro desiderando di potersi divertire per non sentire l'inquietudine che il vento aveva portato dentro di Lei. Un folletto disse allora: "Rispondi a questa domanda: vuoi venire a far baldoria con noi?". Lei rispose di si, senza esitare. In fondo il buio fa meno paura della Luce. Ad un tratto Lei si trovo in mezzo ai folletti, piccola come loro. La cosa non la stupì più di tanto: in fondo erano successe molte cose strane tutte insieme e velocemente. Così cominciò a ballare insieme ai folletti quella strana musica rumorosa, molto ritmata e per niente melodica. Si sentiva leggera, finalmente non pensava a niente e quando le veniva in mente il Puzzle e i sensi di colpa, beveva le pozioni inebrianti offerte dai folletti. Stava bene, lontano dalle responsabilità. I giorni passavano, sembrava che tra i folletti non ci fosse dolore. Finchè un vento forte arrivò anche lì e ogni tanto la sballotava a destra e a sinistra facendole male. Ogni volta che stava male i folletti le davano nuove pozioni sempre più forti e lei stava meglio. Piano piano però si accorse che quegli intrugli avevano degli effetti collaterali: i suoi comportamenti e il suo aspetto cambiavano divenendo simili a quelli dei folletti. Era un ricordo lontano la sua dedizione nel mettere a posto i pezzi del Puzzle e sopratutto non si riconosceva in quello che faceva: le sembrava di essere una caricatura di se stessa. Nei momenti di semi lucidità si chiedeva come fosse arrivata a quel punto, perchè quel vento continuava a farle male e da cosa era provocato. Ma come poteva pretendere di avere delle risposte in quello stato di incoscienza? Poi si accorse che non riusciva a sottrarsi al dolore provocato dal vento e che addirittura la parte malata di se stessa, che sempre più si espandeva, sembrava invocarlo insieme alle deleterie cure dei folletti. Era preda facile di tutte le sue storiche debolezze. Lei stava sparendo. La Forza e la Volontà più che mai. Nell'abisso sussurò appena una richiesta di aiuto ad un Amica che prontamente rispose. Lei ascoltava l'Amica anche se sembrava non percepire le parole, ma al suo sguardo potè aggrapparsi. Si, gli occhi dell'Amica dicevano più di ogni parola. Forse quello sguardo le ricordava che Lei era stata ALTRO e poteva tornare ad esserlo. Così iniziò passo dopo passo, molto lentamente senza fare progetti a lungo termine, ad allontanarsi dal mondo oscuro dei folletti. Ogni giorno si prefiggeva un piccolo obiettivo e si aggrappava a qualsiasi cosa potesse aiutarla, anche fosse lo sguardo limpido di uno Sconosciuto. Non poteva allontanarsi tutto in una volta dal territorio dei folletti, era troppo debilitata per resistere ad un altro attacco portentoso del vento. Del resto un Tizio, che aveva avuto un'esperienza simile, le aveva confermato: "Non si può andare a fare la guerra al Gran Nemico con armi inappropriate, si rischiano sonore sconfitte. A volte è meglio tendere un agguato, fare un passetto alla volta per non far scoprire al Nemico che si sta andando verso la sua direzione per colpirlo alle spalle".
Grazie all'Amica, agli Amici che hanno lavorato dietro le quinte e agli strumenti consapevoli e incosapevoli del Bene.
Nessun rancore per gli strumenti consapevoli e inconsapevoli del Male. Forse quando tutto si chiarirà e i significati reali emergeranno, si arriverà persino a ringraziarli. |
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